IL PAESE SENZA MUSICA| CONCORSO CREATTIVIAMOCI

All’ interno dell’articolo trovate la storia completa.

Quest’anno Erald Bogdani della classe 4°Dsc ha partecipato al concorso “Creattiviamoci” che prevedeva la stesura di un testo di immaginazione destinato a bambini di 7-8 anni classificandosi al terzo posto.

La storia parla di una strega che stanca di sentire la musica provenire dal paese lanciò un incantesimo condannando gli abitanti al silenzio…

 


Il paese senza musica

C’era una volta, in una terra d’oriente molto molto
lontana, un paese famoso grazie ai suoi abitanti: essi erano i
migliori costruttori e suonatori di strumenti musicali di
tutta la terra.
Ambasciatori da tutto il mondo, inviati da re imperatori,
arrivavano ogni giorno in quel regno per comprare
strumenti e sentire gli abitanti suonare. E prima di fare
ritorno ai loro paesi andavano sempre a fare visita al
vecchio sultano di quella terra, portando con loro ogni sorta
di dono: monete d’oro, piante, spezie, profumi, cibi, quadri
e sculture.
Così il vecchio sultano divenne ricchissimo e si fece
costruire una reggia stupenda, piena di stanze finemente
decorate, ma soprattutto circondata da un giardino
immenso, colmo di ogni tipo di albero, pianta e fiore che il
mondo avesse visto.
In tutto il reame regnava la pace, tutti erano felicissimi
e c’erano feste piene di luci, colori e musica che duravano
giorni interi.
Una strega che abitava in quelle terre, però, non era
affatto contenta: lei odiava profondamente la musica,
perché le sue orecchie al posto delle canzoni e delle melodie
sentivano solo rumore. Così decise che avrebbe fatto
smettere tutti quanti una volta per tutte: costruì un violino
magico e gli fece un incantesimo. Ora chiunque ne avesse
sentito il suono non avrebbe più potuto ascoltare musica
per il resto della sua vita, ma solo rumori assordanti e un
terribile frastuono, come accadeva alla strega.
Perciò ella si travestì e andò in città, dove tutti gli
abitanti erano riuniti a festeggiare. Nella confusione della
festa, la strega si intrufolò tra i suonatori, poi iniziò a
suonare il suo violino magico. Poco dopo gli abitanti
iniziarono a sentire rumori sempre più frequenti, finché le
dolci melodie furono sostituite da un baccano tremendo.
Alla fine tutti scoprirono la triste verità: era stato fatto
loro un incantesimo, e ora non potevano più ascoltare la
musica. Tristi e sconsolati, gli abitanti tornarono ognuno
alle proprie case, pensando a come avrebbero fatto ora che
non potevano più sentire le note.
La strega, invece, stava tornando al suo covo
saltellando, tutta felice e sorridente mentre pensava: « Ma
che bello! Niente più baccano! Niente più rumore! Ah,
finalmente silenzio e tranquillità! Ma che bello!»
Sulla via incontrò un giovane ragazzo che fischiettava
tra sé mentre tornava da un paese vicino. Il giovane salutò
la strega che, presa com’era da tutti i suoi pensieri, gli
rispose: « Sì, ragazzo mio, niente più rumore, niente più
baccano! Solo tanto tanto silenzio e tranquillità! Ma che
bello!» Poi si rese conto dell’errore e balbettò: « Ehm,
volevo dire, buonasera a te giovanotto!»
Ma il ragazzo capì, e si precipitò immediatamente al
paese. Lì la festa era finita, e regnava una strana
tranquillità. Entrando a casa, il giovane trovò tutta la sua
famiglia che piangeva, perché nessuno di loro ormai poteva
sentire le note, e così anche tutti gli altri abitanti.
I mesi che seguirono furono bruttissimi per loro, perché
non potendo più ascoltare la musica, nessuno poteva sentire
se gli strumenti facevano il suono dovuto, e così i loro
strumenti musicali diventarono inutilizzabili. Nessuno,
ormai, veniva a comprare in paese, e tutti gli abitanti
diventarono poveri.
Nel frattempo la strega era più felice che mai:
trascorreva le sue giornate nel suo solitario covo, facendo
magie e intrugli vari, accompagnata dal grande silenzio che
ormai regnava su quelle terre.
Intanto, il ragazzo che aveva incontrato la strega era il
più triste di tutti gli abitanti: lui era l’unico che non aveva
sentito il suono del violino incantato, e poteva ancora
ascoltare le note e suonare gli strumenti, ma non aveva
nessuno per cui farlo. Inoltre, la sua famiglia era diventata
molto povera, e non aveva più soldi per comprarsi da
mangiare.
Così una sera il giovane si incamminò lontano dal paese
con la chitarra in mano, sperando di poter vendere a
qualcuno quel bellissimo strumento che tanto amava per
poter aiutare la famiglia. Prima di oltrepassare il confine del
regno, però, si fermò a suonare lo strumento per l’ultima
volta.
Il ragazzo eseguì un brano bellissimo, ma dalla melodia
molto triste.
La luna, sentendo quella musica meravigliosa prese
vita, e parlò.
« Perché sei triste?» chiese con la voce profonda e
melodiosa.
« Perché devo vendere la mia chitarra.» rispose il
giovane.
« Per quale motivo ti vuoi separare da una cosa così
preziosa?» chiese ancora la luna.
« Perché nessuno al mio paese può ascoltarne il suono.»
rispose il ragazzo.
« Com’è possibile?» esclamò sorpresa la luna.
« Una strega ha fatto un incantesimo, e ora tutti come
lei non possono sentire le note» disse il giovane.
« La tua canzone e la tua storia mi hanno colpito,
ragazzo. Ti concederò un desiderio.» affermò la luna.
Il giovane pensò di chiedere ricchezza per la sua
famiglia, ma poi cambiò idea.
« Desidero che la strega possa ascoltare la musica.»
chiese il ragazzo.
La luna sorrise e disse: « Come vuoi tu.»
Poco dopo una pioggia di stelle cadenti illuminò il cielo
la luna ritornò immobile. Il ragazzo suonò di nuovo la
chitarra, ma questa volta la melodia era allegra, perché il
giovane sapeva che anche la strega lo avrebbe sentito.
Casualmente, ella stava passeggiando proprio da quelle
parti e, sentendo quei suoni armoniosi si sorprese. Poi vide
il ragazzo che suonava la sua chitarra e capì finalmente
perché gli abitanti di quelle terre amavano tanto la musica,
che non era affatto un guazzabuglio di rumori.
Così la strega ringraziò il ragazzo per averle fatto quel
dono incredibile e promise che avrebbe cancellato il suo
incantesimo. Gli abitanti ora potevano di nuovo suonare,
ascoltare gli strumenti, ma soprattutto costruirli. Si sparse
la voce e i viaggiatori iniziarono a ritornare in quel paese.
Il vecchio sultano, venuto a conoscenza dell’incredibile
atto di generosità del ragazzo e non avendo figli, lo nominò
suo erede, e quando morì, il giovane ereditò tutte le sue
ricchezze.
La strega, invece, si era innamorata della musica, e ora
viaggiava dappertutto diffondendone la bellezza e lo
splendore.

Erald Bogdani · 4°Dsc