Aspettando i mondiali del 2014

Gran Galà del Calcio Triveneto 2 dicembre concorso giornalistico per gli studenti delle scuole superiori

2 Dicembre 2013: al concorso di scrittura giornalistica sportiva AIC, sul tema “Otre le barriere il calcio come intergrazione”, si classifica al secondo posto Erald Bogdani, 3°Dsc, uno studente del nostro liceo!

Vicenza, 23 novembre 2013

Ci sono date che nella tua vita non dimenticherai mai, date che la vita te la segnano e te la cambiano!
Ci sono date, poi, che non sono significative solo per un singolo, ma lo diventano per un’intera nazione e generazione: date come l’11 luglio, finale dei mondiali di Spagna ’82, e 9 luglio, finale del campionato del mondo di Germania 2006; due date che portano con sé ricordi irripetibili e magici. I cieli di Madrid e Berlino per quelle due notti s’erano tinti di azzurro: l’azzurro che rappresenta un’intera nazione, l’Italia, l’azzurro che ogni bambino sogna di vestire, l’azzurro che porta con sé storie di grandi calciatori, ma soprattutto, di grandi uomini.
Quei grandi uomini hanno rappresentato e rappresentano tuttora campioni da ammirare, ma in particolare per i più giovani idoli da imitare, campioni nel calcio e nella vita..
Nel prossimo mondiale, Brasile 2014, ci saranno tre giovani calciatori che rappresentano una generazione di italiani: Mario Balotelli, Stephan El Shaarawy, Angelo Ogbonna, giovani campioni dalle radici africane, ma dal cuore azzurro. Essi rappresentano tutti coloro che dentro sé sono e sentono di essere italiani, in particolare i giovani nati in Italia da genitori stranieri.
Questo è il mio caso: io mi sento sulle spalle le ali dell’aquila albanese, ma nel cuore porto lo scudetto tricolore. Guardare la nazionale ai mondiali mi fa sentire italiano più che mai, mi fa notare che tutto sommato tra me e i miei amici non c’è alcuna differenza: si gioisce e si soffre assieme, si esulta per un gol fatto e si impreca per uno subito. Niente barriere, solo la magia del calcio!
Ripensando ai mondiali del 2006 mi vengono alla mente ricordi incredibili: durante la semifinale contro la Germania mi sembrò di essere rimasto in apnea per più di un’ora e mezza. Poi Grosso segnò, e con la sua rete mi ritornarono il respiro e anche la gioia.
Quando poi Del Piero chiuse la partita, passai tutta la notte a rivedere nella mente quel tiro e quella traiettoria perfetta. “Si va a Berlino” come disse Fabio Caressa.
Nella finale ero teso come non mai, tutta la partita a sperare nella vittoria, ma al triplice fischio nessuna delle due squadre superava l’altra. Rigori quindi. Non li ho visti però: chiudevo gli occhi e speravo di sentire l’urlo del telecronista e dei tifosi. Troppo contento per l’essere arrivati fino a lì, ma troppo impaurito di veder cadere tutto in pochi secondi.
Ci pensò di nuovo Grosso: dopo che segnò l’ultimo rigore, ricordo la gioia incontenibile, le lacrime di felicità per un traguardo incredibile: campioni del mondo!
Vivere come tutti gli italiani di pane e calcio mi porta ad aspettare con ansia i mondiali del 2014 e ad avere grandi aspettative: spero di poter riavere le emozioni del 2006, ma in particolare esultare nella finale per un gol di Balotelli, o elogiare una giocata di El Shaarawy o un intervento di Ogbonna. Infine mi auguro di poter gioire doppiamente nel vedere questi tre giovani campioni alzare la coppa del mondo al cielo, perché essi sono simboli di un’Italia nuova, simboli di un’Italia che sta cambiando volto, ma non la passione.
I mondiali sono questo: confronto, sana competizione, ma anche unione, gioia, felicità.
I mondiali sono 60 milioni di persone che si riconoscono nell’azzurro, sono 60 milioni di persone che cantano lo stesso inno, sono 60 milioni di persone che gridano un’unica cosa: “Forza azzurri!”

Erald Bogdani
III Dsc Liceo Scientifico Statale “G.B. Quadri” Vicenza
Prof.ssa Maria Gabriella De Guio



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