Articoli nel mese di giugno 2012

Foto di Classe A.S. 2011-2012

A grande richiesta sono online le versioni a risoluzione piena delle foto di classe dell’anno scolastico 2011-2012. La galleria è visualizzabile cliccando sul pulsante Foto di Classe nella barra in alto, oppure tramite questo link.

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Dentro la stanza – Andrea Seganfreddo

Dentro la stanza – Andrea Seganfreddo

Aspiro. I miei polmoni si riempiono di fumo e sento grattare la gola. Gli occhi si incrociano per vedere la punta della sigaretta illuminarsi. Il mio corpo starà probabilmente disapprovando il mio vizio, ma questa volta mi sento giustificato. Mentre l’indice e il medio tengono la Lucky Strike, l’anulare e il mignolo accompagnano il mio sguardo tra le righe. Dio, mi immedesimo troppo. Mi sembra di essere in quella stessa stanza, con quello stesso ragazzo che sta intervistando quello stesso vampiro, e le sue mani tremano mentre cambia il nastro del registratore vocale e prova a prendere il pacchetto dalla tasca interna della giacca. Ha troppa paura per distogliere lo sguardo dall’affascinante creatura davanti a sé… Lo faccio io un tiro per lui e poi alzo lo sguardo pensando che non sarò mai in grado di ringraziare Anne Rice abbastanza.

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Un leone e un topolino – Sara Boschetti

Un leone e un topolino – Sara Boschetti

Ieri sono arrivato qui. Una stanza quadrata, le pareti bianche scrostate per l’umidità e le tende tirate. Lasciano passare un unico spiraglio di luce che colpisce lo scaffale vicino alla porta ma che non è sufficiente a dare vita a questo posto. Sono giunto qui dentro ad uno scatolone perciò non so di preciso dove mi trovo. Appena sono arrivato, una mano mi ha tirato fuori, due grandi occhi verdi mi fissavano e, subito dopo, mi è stata applicata un’enorme etichetta bianca sul mio quarto di copertina coprendo un fiore viola spettacolare! Peccato che nessuno potrà più vederlo…

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L’ibro ebro  – Alice Schenato

L’ibro ebro – Alice Schenato

Capitava spesso che un uomo buio in volto, poco dopo le cinque del mattino, con ancora sul viso l’alone della notte fuggita con speranze lavate di fresco con ammorbidente economico, si ritrovasse col sedere sul sedile davanti di un’automobile fredda. Capitava spesso che, a dispetto dell’umore terribile che si portava ficcato in corpo, avesse le mani ancora calde di quel che avevano partorito la sera precedente, e che queste finissero bruscamente di poltrire in fondo alle braccia, non appena cingevano con rabbia il volante che le avrebbe condotte lontano dagli occhi di chi non sa fare altro che aspettare quel che hanno da dire.

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Biblioteca – Leonardo Piana

Biblioteca – Leonardo Piana

La luce del mattino penetrava timidamente nella biblioteca vuota, quando entrò zoppicando la vecchia signora. La bibliotecaria, una giovane donna, esile e affabile, era china su un libro e non la sentì.  − Buongiorno − disse piano la nuova arrivata. La bibliotecaria alzò lo sguardo e sorrise. La signora passava ogni giorno per la biblioteca e, dopo tante chiacchierate sulle ultime letture, tra lei e la bibliotecaria si era creata una piacevole intesa, una tacita amicizia, coperta soltanto da un velo di formalità, tra due persone che condividevano gusti e passioni. Leggevano tutto: pochi dei volumi esposti sugli scaffali erano sfuggiti alla loro vigile lettura. Per questo, e per la triste solitudine che provava quando era nel suo appartamento al terzo piano, la signora, in biblioteca, si sentiva a casa. Accogliendola, la bibliotecaria disse che erano arrivati i nuovi libri, anche l’ultimo dello scrittore americano che era sempre così noioso…

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Matilde is not dead – Chiara Zanonato

Matilde is not dead – Chiara Zanonato

“Libriamoci”. Sotto questo possente titolo, una simpatica scritta in grassetto mi chiede cortesemente di interpretare liberamente certi brani tratti da un romanzo di Pennac.

“Oh, Pennac! Quello de “Il diario di scuola”!”, mi dico.

Me lo ricordo bene, quel libro bianco, con la disastrosa pagella del Daniel in copertina: ricordo che lo lesse a me e a mio fratello mia madre, in una spiaggia della Sardegna, circa cinque estati fa; e se la rideva parecchio, perché essendo professoressa la divertiva non poco il suo modo di vedere la scuola. E quando cominciava, nel bel mezzo della lettura, a ridere con quella risata, grossa, che viene proprio dalla pancia, pensavo che i libri avessero proprio uno strano potere, certe volte.

Insomma, dicevo, proprio quel Pennac devo interpretare!

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